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25 luglio 2006

ANGELO ORLANDO ED I TESORI DI VALGIOIE

VALGIOIE - Libro

Angelo Orlando traccia la mappa dei tesori

Una passeggiata alla scoperta delle dieci borgate che formano Valgioie. Una scrittura leggiera ed innamorata, per un viaggio del cuore e della mente. Case, rocce, alberi, piloni, fontane. Angoli capaci di rivelare l’oltre. Non solo un “piccolo mondo antico”, nemmeno un’oleografia dozzinale. L’ultima fatica letteraria di Angelo Orlando, valgioiese d’adozione e studioso di storia locale, “Passeggiata tra piloni votivi e sentieri boscosi alla scoperta dei tesori di Valgioie”, edito da Alzani, terzo quaderno de “I Ahcartari” dell’Ecomuseo dell’Alta Valsangone, è un prezioso bignami capace di dire dell’identità profonda del comune più alto della Valle. Uno sguardo particolare alle manifestazioni della religiosità e della pietà popolare, i piloni votivi. Segno dell’irrompere del Mistero e della domanda di assoluto delle generazioni che ci hanno preceduti, povere di pane e di lettere,non di fede schietta e genuina. Una fede concreta, che chiedeva di raccontare e raccontarsi, anche e soprattutto con le immagini. Un cammino con bastone e bisaccia, con gli occhi bene aperti ed uno sguardo colmo di affetto per i luoghi e le genti che li abitano. Un cammino frutto dell’incontro con tante persone e storie, con una storia collettiva, semplice ma tutt’altro che inutile. Un libro schietto, capace di illuminare con flash d’immagini e poesia, i luoghi più caratteristici. Non una giuda turistica, piuttosto una dettagliata (e delicata) mappa dei tesori.
Marco Margrita

“Passeggiata tra piloni votivi e sentieri boscosi alla scoperta dei tesori di Valgioie”
Alzani editori – Pinerolo
Terzo quaderno de “I Ahcartari” dell’Ecomuseo dell’Alta Valsangone
Euro 13



La Valsusa, giovedì 27 luglio 2006




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26 giugno 2006

ANCHE A VALGIOIE LA BANDIERA FRANCO-PROVENZALE



VALGIOIE – DA SABATO 24 GIUGNO

La bandiera franco-provenzale sventola sul Municipio

Un pomeriggio dedicato all’identità e alla cultura. Nella consapevolezza che per essere “cittadini del mondo” occorre innanzitutto essere autenticamente partecipi della vita e della storia della propria comunità. Sabato 24 giugno Valgioie, terzo ed ultimo tra i comuni della Val Sangone che fanno parte dell’ambito linguistico minoritario, ha ricevuto la bandiera franco-provenzale. Per festeggiare l’evento l’amministrazione comunale ha approntato un intenso programma, oltre alla cerimonia ufficiale, presso la Salone Polivalente. Festeggiati anche i dieci anni della biblioteca, realtà in continuo sviluppo, grazie alla dedizione del sodalizio “Cultura ed Ambiente Valsangone” che la gestisce. Presentato il libro (edito da Alzani, nella collana “I Ahcartari” dell’Ecomuseo Alta Valsangone) dello studioso di storia locale Angelo Orlando, “Passeggiata tra sentieri boscosi alla scoperta dei tesori di Valgioie”. Un testo agile, dallo stile semplice, che itinerando tra i piloni del territorio Valgioiese ne racconta le piccole particolarità (vecchie fontane, sentieri, angoli e scorci imprevedibili), i suoi tesori appunto. Il clou della giornata è stata la consegna della bandiera bianco-rossa con il rosone delle alpi. Un simbolo di libertà, il segno della fratellanza fra le genti delle montagne unite dalla lingua e dalla cultura franco-provenzale. Una bandiera che garrendo sul pennone del Comune ricorderà a tutti i valgioiesi di essere parte di un popolo e di una tradizione non più negati. “Scortata” dai bimbi della scuola elementare, la bandiera è giunta sul palco delle autorità, dove – come ormai consolidata tradizione – il Comune di Coazze (ultimo in ordine di tempo, il 7 maggio scorso, a riceverla), rappresentato dal sindaco Paolo Allais, l’ha consegnata al primo cittadino valgioiese, Gianni Turello. Entrambi i sindaci nei loro interventi hanno sottolineato l’importanza del gesto, “segno della volontà di costruire ampie unità, ad esempio quella europea, non rinunciando, anzi valorizzando, il nostro specifico identitario”. Il vessillo, dopo essere stato illustrato nei suoi significati in lingua patois dal Buscatè (Michele Maritano), è stato poi benedetto dal parroco, don Gianni Gili. Numerose le autorità presenti: l’assessore regionale alla Montagna, Bruna Sibille e quello provinciale alla Cultura, Valter Giuliano; il presidente della Comunità Montana Valsangone, Claudio Bertacco; i sindaci di Giaveno, Daniela Ruffino e di Ostana, Giacomo Lombardo (responsabile Chambra D’Oc). Hanno preso parte alla cerimonia anche il vice-presidente del Ce.S.Do.Me.O di Guaglione, M. Rey ed il prof. Guido Ostorero dell’associazione Effepi. Le esecuzione del Gruppo Ricerca Musicale di Coazze, i loro bei brani in lingua locale, hanno sottolineato le varie parti della cerimonia.

Marco Margrita







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21 giugno 2006

IL PAESAGGIO DIETRO CASA. MOSTRA FOTOGRAFICA DI GABRIELE TRABIA. ALL'ENVIROMENT PARK DI TORINO, FINO AL 20 LUGLIO

Mostra fotografia del valgioiese Trabia

Il paesaggio dietro casa

All’Enviroment Park di Torino, fino al 20 luglio


Il quotidiano spesso spegne il nostro sguardo, affievolisce l’attenzione. Diventiamo abulici cittadini dell’ovvio e perdiamo la capacità di stupirci, di scorgere l’imprevisto. L’emergere del naturale, dell’originario e dell’originale. Anche la fotografia è malata di quest’arrendevolezza, non sempre però. C’è chi non si arrende e li cerca anche dietro casa, riuscendo a trovarli, allenando lo sguardo e offrendoli (rimandandoli sottolineati) a chi ha troppo spesso gli occhi imprigionati. Naturale, originario, originale. Gabriele Trabia, architetto e poliedrico esploratore del bello, residente a Valgioie, è tra questi instancabile indagatori della prossimità. Un fotografo capace di sconvolgere l’approccio prospettico, essenzialista e pronto a capovolgere i rapporti di forza in favore del particolare, alla ricerca della Natura nel paesaggio dietro casa. Inaugura oggi, giovedì 22 giugno, alle 18, presso Envo-point all’Enviroment Park di via Livorno 60 a Torino, la mostra “Il paesaggio dietro casa”, che raccoglie significativi scatti di Trabia. Foto di grandi dimensioni, realizzate con camere digitali di grande formato. Sarà visitabile fino al 20 luglio. Un’occasione per ammirare tanti luoghi delle nostre Valli,come non li abbiamo mai visti. Come sarebbe bello imparare a vederli.

Marco Margrita

“Il paesaggio dietro casa”. Mostra fotografica di Gabriele Trabia.
Envi-point, Enviroment Park. Via Livorno, 60 - Torino.
Orario: da lunedì a venerdì, 8 – 17.30.
Per info: intranet@terraplanning.com  




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25 ottobre 2005

DAL COORDINAMENTO PICCOLI COMUNI. RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani
www.piccolicomuni.com
virgiliocaivano@virgilio.it
Tel.3483722435 fax 0885654723
Corso Principe Umberto,52
Rocchetta Sant’Antonio(Fg)


Piccoli comuni italiani al Senato: approvate la legge

Ai Senatori italiani

Gentilissimi Senatori della Repubblica Italiana,

le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio riunite hanno proseguito l’esame congiunto del ddl n.1942 e connessi (“Misure per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti”, già approvato alla Camera), fissando per giovedì 27 ottobre alle ore 18 il termine per la presentazione degli emendamenti. Un fatto per noi estremamente importante, soprattutto significativo se foriero di risultati utili alla nostra causa. La legge in oggetto sicuramente non risolve i problemi atavici dei nostri piccoli comuni ma apre uno squarcio sull’ingiusto silenzio della politica italiana sul più grande patrimonio istituzionale della nostra Italia. Per le famiglie che vivono nelle nostre piccole comunità, circa dieci milioni di residenti, la legge rappresenta un punto di orgoglio e nello stesso tempo uno stimolo importante per le nuove generazioni che purtroppo continuano ad emigrare in cerca di lavoro o di condizioni di vita migliori. Negli ultimi anni un milione di cittadini hanno cambiato residenza contribuendo in maniera sostanziale ad indebolire il tessuto sociale ed alimentare quella spirale perversa che porta alla desertificazione demografica di ampie aree del Paese. Una condizione di estremo disagio dalle conseguenze incalcolabili per l’intero territorio nazionale che subirà nei prossimi anni cambiamenti irreversibili facendo del nostro Paese un sistema a macchia di leopardo con ampie realtà territoriali completamente disabitate. L’approvazione della legge rappresenta anche una forma di sensibilizzazione verso le Regioni che come ben sappiamo con la modifica del Titolo V della Costituzione e con le nuove modifiche in itinere avranno sempre più titolarità su alcune materie fondamentali per le famiglie come la sanità, la scuola, la sicurezza e lo sviluppo territoriale. Una legge cornice utile al rilancio dei piccoli comuni anche nel contesto europeo che vede l’Italia fanalino di coda nelle misure poste dai Governi di ogni ordine e grado a sostegno delle piccole comunità. Il disastro del dissesto idrogeologico che proprio in questi giorni è tornato a farsi sentire in maniera prepotente è solo una parte delle grandissime difficoltà che consegneremo alle nuove generazioni in assenza di provvedimenti e misure concrete a favore delle piccole comunità italiane che rappresentano la storia, l’identità e la radice del Paese. Il rischio che abbiamo di fronte è di avere a breve un Paese seriamente diviso con cittadini sempre più abbandonati e sempre di più fuori da ogni forma di diritto costituzionalmente sancito. Solo per fare un piccolo esempio per centinaia di bambini, da tre a cinque anni, il diritto ad una suola materna degna di tale nome è orami una chimera soprattutto nei piccoli comuni del Sud. Per non parlare delle pari opportunità con i coetanei europei, inesistenti come dimostrano la totale assenza di strumenti e tecnologie come l’internet veloce nonostante le buone intenzioni del Governo visto che poi applicare nella realtà dei piccoli comuni i decreti internet per tutti restano solo sulla carta come dimostrano i fatti reali. Per tutte queste ragioni ancora una volta rivolgiamo un caldo appello affinché si apra nell’Aula del Senato della Repubblica italiana un dibattito serio sulla questione vera dei piccoli comuni italiani e si arrivi ad una doverosa approvazione della legge che giace ormai da due anni in attesa di essere licenziata. Ai Senatori chiediamo un supplemento di sensibilità e di attenzione verso le piccole comunità italiane che pretendono di poter esercitare diritti e non mera assistenza. Alla condizione di declino inarrestabile che ci destina una logica fredda e micidiale dei grandi numeri noi rispondiamo ancora una volta con un chiaro segnale di fiducia verso la politica e verso le nostre istituzioni parlamentari con la speranza di avere risposte certe, efficaci ed efficienti.

Il Portavoce Virgilio Caivano

Rocchetta Sant’Antonio, 24 ottobre 2005




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22 giugno 2005

BALLE SOCIALI. DA VALGIOIE, UN APPELLO. NO ALLE MASCHERE, NO AL VOLONTARISMO SENZA RESPIRO

Ci sono parole che subiscono l’infausto destino di diventare luoghi comuni. Quindi, anche e purtroppo, coperture. Uno di questi termini inflazionati, quindi potenzialmente strumentalizzabili è: sociale. Chi non cerca di far rientrare il proprio operare sotto questo cappello? Ci sono – e crediamo siano nemmeno pochi- i soliti furbi che, di e in ogni situazione, vogliono incassare solo gli onori, tentando di scansare gli oneri.
S’imbellettano con l’aggettivo sociale ogni sorta di operazioni. Così da carpire la buona fede dei semplici cittadini, nonché incassare eventuali vantaggi legislativi.
E fioriscono: associazioni onlus perniciosamente prossime a comitati elettorali, fondazioni schiva–tasse, coop sociali zoppicanti camuffamenti del caporalato d’antan. Questo a scapito di chi si spende veramente nel sociale: tentando opere aperte e trasparenti, esperienze autenticamente popolari, osando una sana battaglia contro certe strutture e storture iper-liberiste del nostro sistema.
La brama di denaro, la sete di potere di alcuni fan si che tutti vengano screditati. Siamo oltre la gramsciana eterogenesi dei fini (tra lo squallido ed il grottesco): sotto la maschera del “sociale” permane ( e trova nuova linfa) “lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo”.
La retorica dei buoni sentimenti, per quanto prepotentemente ed astutamente artefatta e “lanciata”, però, non riesce ad ingannare le coscienze attente ed attive; per di più chi vuole l’alienazione e la subordinazione prima o poi si rivela.
E’ il tempo, crediamo, di autoregolamentarsi (facciamolo e fatelo, le tante forze realmente sociali, che formano il variopinto “arcobaleno solidale” locale e nazionale) e di istituire forme di precisa/puntuale valutazione delle realtà del Terzo Settore.
Che ne dite? Non è tempo di autorganizzarsi intorno a questo obiettivo e bisogno? Soprattutto nell’interesse di chi fa più fatica ad affrontare “il mestiere di vivere”. Partiamo da questa Valle che ha visto una straordinaria fioritura dell’associazionismo e del volontariato. 

                                                  per l' Associazione Culturale “Puzzle- richiami fluidi” 
                                                                                        Pier Mario Acatte * 
                                                                                        Marco Margrita**

*  già consigliere comunale "Valgioie Arcobaleno"
** promotore "Valgioie Viva"








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19 agosto 2004

VALGIOIE VIVA. Candidato sindaco... 5,6% (2)

VALGIOIE VIVA

PROPOSTRE PROGRAMMATICHE
PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 12 e 13 GIUGNO 2004


Guardiamo al futuro, è la che tutti siamo diretti.
Senza consapevolezza del proprio passato, non v’è strada verso il poi.


Premessa

La lista nasce dall’amore verso Valgioie di persone residenti e non. Persone accomunate da un passato ed un presente di attività nel sociale in Valsangone e Bassa Valsusa. Persone che vedono nel più piccolo ed “alto” Comune della Comunità Montana Valsangone una preziosa risorsa – per umanità e bellezza paesaggistico/ambientale – che va tutelata, valorizzata, decisamente ed integralmente promossa. Senza conservatorismi fini a se stessi e/o figli di questo o quel interesse, ma con progettualità concreta e fattiva e con una “vision” sempre in movimento.
“Liberi e forti” nella consapevolezza che non è compito della politica pensare ed organizzare la realtà, bensì essa è chiamata a partire sempre e comunque (con viva attenzione alle sue dinamiche, secondo il principio di sussidiarietà) dalla realtà, per dare valore e peso alle intuizioni ed alle spontanee intraprese dei cittadini, delle famiglie e dei corpi intermedi.
Il nostro metterci in gioco nasce “dal basso”, dall’incontro – attraverso il dialogo – con i valgioiesi. Una sfida che accogliamo, il presentarci agli elettori, garantendo che non vogliamo affatto limitarci alla mera gestione dell’esistente.


Le linee guida e le priorità dell’impegno, sono sinteticamente riassunti nel nostro logo: AMBIENTE – PARTECIPAZIONE – SOLIDARIETA’.


AMBIENTE

Le risorse del territorio vanno - con coraggio e dinamismo - fatte conoscere: proponiamo e propugniamo una “valorizzazione d’impresa” delle nostre bellezze. I sentieri delle montagne, gli squarci caratteristici delle borgate, Valgioie nel suo insieme – come microcosmo di serenità e “laboratorio di una buona e bella qualità di vita” – vanno offerti a turisti accompagnati ed educati da ed in uno sforzo comune di tutti i cittadini di farsi accoglienti.
Non serve il turismo “mordi e fuggi”, estemporaneo, domenicale; apportatore unicamente di traffico ed, in ultimo, dis-economico. Tantomeno risultano efficaci eventi non armonizzati tra loro. Si ha da far accadere, come fatto incontrabile e praticabile, un’opera di promozione turistica integrata ed integrale. Senza escludere l’esplorazione di nuove proposte e linguaggi, per offrire Valgioie sul mercato turistico globale. C’è una nicchia di mercato da conquistare: quanti cercano angoli dove sia possibile una nuova villeggiatura, a dimensione di famiglia; chi vive la “filosofia del benessere”. L’Amministrazione deve sentire fortemente proprio il compito di determinare una positiva sintesi fra chi abita tutto l’anno il paese e chi è ospite. Essere presenza a fianco di quei cittadini che a vario titolo intraprendono in questo settore.
Turismo vuol dire anche “rete di servizi”, che chi amministra deve spendersi per rendere reali ed esigibili. A questo scopo, noi ci impegniamo ad incoraggiare forme di coordinamento fra gli operatori della ristorazione e della ricezione, a tessere un dialogo franco e collaborativo con la Pro Loco e tutte le associazioni. Non solo a livello di paese, ma in tutti sei Comuni che costituiscono la Comunità Montana Valsangone.
Con l’Olimpiade del 2006 a tutto il Piemonte è offerta l’opportunità di mettersi in mostra sulla scena mondiale, tale occassione coinvolge, in qualche modo, anche il nostro paese, ma bisogna saper avere la giusta audacia dei realisti, dei “non rassegnati”. E’ da cogliere la ricchezza rappresentata dal la vicinanza con il monumento simbolo della nostra Regione: la Sacra di San Michele.
Secondo un ambientalismo non ideologico, che parte dall’uomo; attenzione a tutti, senza fanatismi. Certo chiedendo e determinando, negli atti amministrativi, una razionalità nei nuovi insediamenti abitativi. Sempre precisi e rigorosi sulla sicurezza idrogeologica.
La risorsa acqua va tutelata, anche per fare giusta memoria dei nostri nonni e padri, che con determinazione hanno costruito scavo per scavo, tratto per tratto, tubo per tubo gli acquedotti. Controllo sull’operato e sulle tariffe della Smat. Azione di sensibilizzazione e presa di posizione politica per una maggior democraticità della e nell’Autorità d’Ambito.
L’Amministrazione valgioiese deve – è un’esigenza che noi cogliamo e nella quale garantiamo di gettarci con creatività- saper progettare, osare pensarsi in un contesto globale e globalizzato. Non si può e deve inseguire un isolamento solo apparentemente appagante e felice. L’economia reale parte dalla concretezza di uno sguardo innamorato su ciò che ci circonda e viviamo come “locale umana dimora”.


PARTECIPAZIONE


“Democrazia è partecipazione”, tutte le forme di “cittadinanza attiva” vanno viste come una risorsa e non come un intralcio di un amministrare autoreferenziale. Pensiamo e vogliamo un’azione amministrativa capace di abbracciare ed amplificare richieste e proposte di chi è amministrato.
Tesi a dar peso e valore alla dedizione di chi opera nel Terzo Settore, in Valgioie ed in tutta la Valsangone, crediamo vadano pensate e realizzate forme di convenzione con associazioni e gruppi. Poiché non solo quanto è statale è pubblico, tutte le azioni rivolte al “bene comune” lo sono. Sono assolutamente da considerare realtà (e costruirli insieme partendo dalle specifiche esigenze valgioiesi), realtà quali: i “nidi in famiglia”, i centri estivi e/o di aggregazione per bambini e giovani, il “community care” per gli anziani.
Negli anni passati il giusto attivismo delle famiglie ha permesso che la scuola elementare rimanesse una presenza sul territorio valgioiese, partendo da quell’esperienza intendiamo potenziare al massimo tutte le formule di coinvolgimento dei cittadini. Al termine di ogni Consiglio Comunale, i cittadini potranno intervenire liberamente per offrire problematiche concrete o spunti di riflessione.
Inoltre, è nostra intenzione promuove due Consulte: quella dei giovani e quella delle associazioni.
L’attenzione dell’Amministrazione sarà rivolta a tutte le borgate, che insieme costituisco – ululare e variamente vitale – Valgioie.


SOLIDARIETA’


Le persone che più fanno fatica ad affrontare il “mestiere di vivere” non devono essere abbandonate al proprio destino, nemmeno coperte e diseducate da un assistenzialismo paternalista e soffocante. In questo senso, in Valgioie e nella Valsangone, diamo il nostro indirizzo politico solidale. Quindi reinserimento professionale, con un particolare occhio di riguardo per i tentavi cooperativistici in questo senso.
Integrazione, insomma, di pubblico e privato sociale, verso e dentro le nuove prospettive di “welfare mix” 



 







 




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19 agosto 2004

VALGIOIE VIVA . Candidato sindaco... 5,6% (1)

Cara elettrice, caro elettore valgioiese,

         in questo righe, riassunte, le ragioni e le proposte della nostra lista. Inoltre, qualche nota su chi la compone.

E’ uno strumento di dialogo. Il dialogo: il metodo che ci proponiamo di utilizzare, sempre.

“Valgioie Viva”: un gruppo vario per esperienze e carismi. Persone diverse, unite da un passato ed un presente di impegno sociale in Valsangone.

Tocca a me guidare questa compagine; è un compito che vivo, innanzitutto, come un’opportunità di crescita personale.

Mi chiamo Marco Margrita, ho 26 anni, sono residente a Valgioie dalla fine degli anni ’90. Da sempre, però, vi sono legato: a Valgioie sono nati, e a lungo vissuti, i miei nonni materni: Agostino e Delfina. Per questo, in virtù di un legame profondo con questo nostro paese, ho cercato da subito di inserirmi positivamente nella vita comunitaria. Cercando di condividere e far fruttare le mie esperienze. Offrendo, nella semplicità, il mio contributo.

L’urgenza di contribuire al “bene comune” è frutto dell’educazione e della militanza cattolica. Presto, sin dai banchi del liceo, si è trasformata in impegno sociale e politico. Con laicità e dinamismo, certo che “è volendo bene a chiunque ama qualcosa o qualcuno che si pongono i mattoni di un mondo nuovo”.

A Valgioie voglio bene. L’ ho raccontata dalle colonne del “La Valsusa”, con cui collaboro. Dal 2000 al 2003, ho fatto parte del direttivo della “Pro Loco”, con la mansione di segretario. Ho seguito - e partecipato - alla costruzione dei tentativi di lavoro cooperativo nel nostro paese. L’associazione culturale che presiedo (“PUZZLE- richiami fluidi”) ha organizzato degli eventi sul territorio. Attualmente mi occupo, collaborando con una società locale, di promozione turistica di Valgioie e della Valsangone.

A Valgioie voglio bene. Vi ho trovato accoglienza ed affetto, sempre.

Dalla consapevolezza che Valgioie è viva, con buone pratiche e belle opere, di e in un clima umano positivo e coinvolgente, nasce questa “lista civica” di orientamento moderato, cattolico- popolare, liberal-democratico, attenta all’ambiente ed al sociale. Un gruppo giovane, che vuole dare valore alla vitalità spontanea del nostro paese, che offre competenze ed esperienze.

Per questo ti chiedo di accordarci la tua preferenza: Valgioie è viva, vota per te




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31 ottobre 2003

Il dovere della memoria. Senza retorica, una proposta

 


Se “i cattivi fanno ciò che i buoni sognano”, da noi nessun perfido distinguo: solidarietà al popolo ed al governo americano!



 


INTITOLIAMO LA RINNOVATA PIAZZA DEL FONTANONE



ALLE VITTIME DELL’11 SETTEMBRE



 


Un gesto simbolico, il segno concreto di un’affezione vera


e di una memoria viva




Abbiamo insieme sperimentato, nella ricerca di un nome per la nostra scuola elementare , l’importanza di chiamare le cose e le opere, del definirle intitolandole a persone ed avvenimenti che ci segnano e/o descrivano. Anche alla luce di questa esperienza, chiediamo a questo Consiglio Comunale di prendere una significativa scelta toponomastica: intitolare la rinnovata piazza “del Fontanone” alle vittime del vile attacco terroristico agli Usa dell’11 settembre 2001.
Non è la voglia d’inseguire stupidamente l’attualità, piuttosto che la brama di conquistare un po’ di spazio sui giornali, che ci spinge a formulare questa richiesta. Ciò che c’interessa è dare concretezza, con questo gesto simbolico, all’espressione di solidarietà con il popolo ed il governo americano, in questo momento tanto drammatico, in cui l’Occidente viene combattuto con mezzi mai visti e con  tremenda violenza.

Non c’importa se qualcuno ci accuserà di demagogia, rendere testimonianza della nostra vicinanza al popolo statunitense – troppe volte rappresentato da “signori dell’informazione” come insieme pacchiano di mangiatori di hamburger e di bambini del terzo mondo, in realtà popolo libero e dinamico, capace di riconoscersi in un’unità e pronto a combattere per la libertà propria e degli altri, per la pace – è una faccenda determinante.

Cerchiamo di spiegare il perché.

Partiamo dai fatti.

La furia dei terroristi si è abbattuta su cittadini inermi. Uomini e donne come noi, che stavano iniziando la loro giornata di lavoro (negli uffici delle “Torri Gemelle” o al Pentagono), una giornata potenzialmente come le altre: il quotidiano spendersi e costruire per sé e per gli altri. Ma…aerei civili (con su altri uomini e donne con affetti e storie reali) sono stati trasformati, dalla arida e cinica intelligenza dei fondamentalisti e con “pusillanime coraggio”, in missili. Il fanatismo ha realizzato ciò che nemmeno la fantascienza riusciva ad immaginare, disprezzando ed usando – e annullando in e con questo disprezzo- le vite di persone come noi. Già sono stati recuperati seimila corpi, ma fonti autorevoli e credibili parlano di trentamila vittime. Definiamo i termini.


Lo psicanalista Giacomo B. Contri, riferendosi a questa vicenda, ha scritto: “ Il terrorismo, ogni terrorismo (privato, di Stato, organizzato) è il non-rapporto militato – o distruzione del pensiero che chiamiamo “di natura”, o odio logico per ciò che è il pensiero, o obiezione di principio – che passa all’azione”. Sarebbe a dire: niente più compromesso, niente più politica…niente concretezza, non accettazione della realtà ed astrazione assoluta.


Nel vitalismo terrorista viene annullato l’io. C’è solo il Potere. Tutto è strumentale. Ciò che conta è la realizzazione di un progetto.


Il nemico di tutti è, quindi l’astrazione o ideologia. Vale quanto ebbe a scrivere lo scienziato Alexis Carrol: “In un’epoca di ideologie, invece che imparare dalla realtà in tutti i suoi dati (…) si cerca di manipolare la realtà secondo le coerenze di uno schema prefabbricato: il trionfo delle ideologie consacra la rovina della civiltà”.

Per rispondere.

Non si combatte solo con chirurgiche operazioni militari, pur necessarie, il terrorismo. Il compito che ci viene affidato è di essere noi stessi. Di non essere vuoti e dimentichi della storia e della nostra tradizione.

Tollerare il male purchè tocchi agli altri è la negazione di quel che caratterizza la nostra storia. Che è il valore della persona ma anche il concetto di comunione degli uomini. 

Unire la piazza, luogo d’incontro della comunità alla memoria e pietà delle vittime è un modo efficace per essere noi stessi. E’ la concretezza dell’amicizia, che è più forte di ogni violenza e dei troppi distinguo.

In questi giorni c’è chi in privato gioisce della tragedia. Diceva Platone “i cattivi fanno ciò che i buoni sognano”...quanti slogan colmi d’odio nelle tutte uguali manifestazioni no-global  d’ogni sfumatura e collocazione.

Noi, limitati e uomini, consiglieri di minoranza d’un piccolo paese, chiediamo a tutti voi di far essere questo segno e legame. Intitolando una piazza, dire chi siamo abbracciando il dolore d’un popolo.



Fulvio Rosa Cardinale
Pier Mario Acatte


"VALGIOIE al CENTRO"







 









Valgioie, 25 settembre 2001




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