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FAMILY DAY. CENTO PIAZZE ED UNA PETIZIONE: MENO TASSE PER CHI HA FIGLI!

Domenica 2 marzo torna il Family Day. In cento piazze d’Italia, un momento pubblico per lanciare la raccolta firme per un fisco family-friendly. Il popolo del Family day torna a far sentire la propria voce ed a reclamare l’attenzione della politica e delle Istituzioni sulla famiglia. Una grande mobilitazione nazionale con un duplice obiettivo: un fisco giusto per le famiglie e le politiche regionali per la famiglia. La mobilitazione coinvolge le cinquanta associazioni del Forum delle Associazioni Familiari, i venti Forum regionali e le altre associazioni che lavorarono per l’evento del 12 maggio dello scorso anno in piazza San Giovanni. Un movimento vasto, laico e realista, consapevole (più di tanta politica chiacchierante) del valore che la famiglia (“società naturale, cellula fondamentale della società”) e della necessità di azioni sociali e politiche capaci di valorizzare questo patrimonio.
In particolare, il movimento della-per-con la famiglia si concentra sul tema del “sistema di tassazione delle famiglie”. Non una battaglia di egoismo, al contrario la richiesta di un “passaggio culturale che non si limiti a considerare l’equità verticale (chi più ha più paga) ma anche un’equità orizzontale per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non debba pagare le stesse tasse di chi non li ha. Questo perché i figli sono speranza di futuro, un coraggioso investimento sul futuro”.
Il Forum illustra le sue ragioni partendo dalla formulazione del concetto della sovranità della famiglia. “Le trasformazioni epocali del nostro tempo – scrivono in un “quartino” che illustra le buone ragioni per firmare la petizione - coinvolgono e quasi trascinano via uno dei concetti cardine della scienza politica: l’idea di sovranità. Oggi appare urgente mettere a tema non solo la sovranità della persona, ma anche il concetto di famiglia come società sovrana, che viene prima dello Stato e del mercato, e come tale gode di diritti sociali propri anche in relazione al concorso alla spesa pubblica”. Una forte riaffermazione del principio di sussidiarietà, quindi: precedenza del risparmio fiscale (deduzioni-detrazioni) rispetto all’assistenza pubblica (assegni famigliari). La sfida è il riconoscimento del ruolo e della ricchezza che la famiglia in sé è, nella concretezza delle sue dinamiche e presenze. “Le risorse ricevute dallo Stato – scrivono ancora le associazioni del Forum – non consentono, nell’uso delle stesse, lo stesso grado di libertà delle risorse autonomamente guadagnate”, quindi va evitato ogni riduzione della famiglia a soggetto assistito. La vera questione italiana (partendo da una seria ed adeguata considerazione del diritto-dovere costituzionale al mantenimento ed educazione dei figli) è il riconoscimento dei carichi fiscali: chi ha figli, considerando quanto irrisorie sono le detrazioni per questo fatto, sommando tassazione diretta ed indiretta, è molto facile che finisca per pagare di più. Lo Stato, insomma, rischia di determinare un sistema che scoraggi le famiglie ad avere figli; in questo modo condannandoci ad un futuro di progressiva estinzione. “Riconoscere, quindi, - continua il volantino del Forum – l’effettiva consistenza dei carichi famigliari è il portale d’ingresso di ogni politica famigliare. Senza una verà equità fiscale, che riconosca fin dall’inizio alla famiglia la sua centralità nel lavoro di cura ed educazione dei figli, le politiche famigliari diventano una corsa affannosa - e quasi sempre improduttiva – alla ricerca di interventi che dovrebbero restituire alle famiglie quello che prima si è ingiustamente prelevato. Con il risultato che tutti possiamo vedere: provvedimenti incerti ed effimeri, complicati da capire e da attuare, il cui costo di erogazione è talvolta superiore al beneficio erogato”. Insomma, serve – per il bene comune ed un futuro di sviluppo integrale del nostro Paese – un fisco “a misura di famiglia”. Su questa piattaforma molto concreta si attivano i tanti gruppi nazionali e locali dell’associazionismo famiglia. Dal 2 marzo fino a metà aprile è possibile firmare e far firmare la pezione. Dal Family Day alla “Family-friendly society”.

Informazioni, testi e moduli: www.forumfamiglie.org  


Il Forum delle Associazioni Familiari del Piemonte, presieduto da Gigi Lombardi, è attivo tanto sulla petizione quanto sulla proposta del Family Day. Il 2 marzo, nelle piazze Palazzo di Città e San Carlo, due banchetti per la presentazione e la raccolta delle firme sulla petizione. Inoltre, si daranno notizie ed informazioni sul Forum e sulle associazioni che lo compongono. Mobilitazione anche a livello locale, grazie ai referenti di movimenti ed associazioni, si è già avviata la raccolta delle firme. Previsti nelle prossime settimane banchetti in Val Susa e Val Sangone. Per informazioni ed adesioni: www.asnifampiemonte.org  

                                IL TESTO DELLA PETIZIONE
- Mantenere ed educare i propri figli è, per la famiglia, oltre che un obbligo morale e naturale anche un diritto-dovere costituzionale. - Per questo la grande questione fiscale oggi in Italia è il sistema di tassazione delle famiglie. Un fisco ingiusto significa famiglie povere, famiglie che non ce la fanno, figli che non nascono. Un Paese che non si rinnova. Le famiglie sono fortemente penalizzate, perchè non si tiene veramente conto dei carichi familiari.
- Va quindi introdotto un sistema fiscale basato non solo sull'equità verticale (chi più ha più paga), ma anche sull'equità orizzontale per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non deve pagare, in pratica, le stesse tasse di chi non ne ha.
- Il reddito imponibile deve dunque essere calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia.
Chiediamo, quale primo passo verso una vera equità fiscale, un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato.
- Questo sistema è semplice, di immediata applicazione, mantiene intatta la progressività del prelievo, può sostituire migliorandolo l'attuale complicato sistema di detrazioni. Il problema di coloro che non godrebbero delle deduzioni, a causa di redditi troppo bassi, i cosiddetti incapienti, si può facilmente risolvere introducendo l'imposta negativa, un'integrazione al reddito pari alla deduzione non goduta.
- In questo modo, nell'ambito di una futura, complessiva riforma del sistema fiscale, sarà possibile prevedere anche l'introduzione di strumenti, quale il quoziente familiare, che abbiano alla base, come soggetto imponibile, non più l'individuo ma il nucleo familiare.


Materiali a cura di
Marco Margrita
(Ufficio Stampa Forum delle Associazioni Familiari Piemonte)
333-8489037

Pubblicato il 25/2/2008 alle 11.49 nella rubrica Spazio A.Ge..

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